martedì 6 marzo 2018

Democrazia è partecipazione!!


L'antica Grecia conosce molto bene la "democrazia". I sofisti insegnano le arti del discorso a coloro che vogliono intraprendere la carriera politica, perché possano convincere gli "elettori" a votarli. Dalla democrazia ateniese sono esclusi gli schiavi e le donne.
Esprime la sua concezione della democrazia come partecipazione con un brano musicale , un cantautore "anticonformista", Giorgio Gaber.


Giorgio Gaber
La libertà

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
Che ha di fronte solamente la natura
E cammina dentro un bosco
Con la gioia di inseguire un'avventura.
Sempre libero e vitale
Fa l'amore come fosse un animale
Incosciente come un uomo
Compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
Di spaziare con la propria fantasia
E che trova questo spazio
Solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
E che passa la sua vita a delegare
E nel farsi comandare
Ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche avere un'opinione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

[parlato]: Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l'uomo più evoluto
Che si innalza con la propria intelligenza
E che sfida la natura
Con la forza incontrastata della scienza
Con addosso l'entusiasmo
Di spaziare senza limiti nel cosmo
E convinto che la forza del pensiero
Sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche un gesto o un'invenzione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.













Qui possiamo ascoltare la canzone:

https://www.youtube.com/watch?v=j3vowbyQBiQ

domenica 25 febbraio 2018

Il mito della caverna di Platone

Platone

Per rendere più comprensibile il suo pensiero, Platone si è servito di artifici letterari, anche se a lui la poesia non piaceva..
Per esempio: il mito della caverna, raccontato nel libro della Repubblica.

Platone immagina che alcuni schiavi siano incatenati fin dall'infanzia in una caverna in modo tale da vederne solo il fondo, sul quale sono proiettate le ombre prodotte da statuette che vengono fatte passare alle loro spalle, al di sopra di un muretto, illuminate da un fuoco. 
Dalla loro posizione, gli schiavi non vedono niente e credono che le ombre siano l'unica e la vera realtà esistente. Uno schiavo, però, si libera e riesce a vedere le statuette, fonte delle ombre; uscito dalla caverna, può capire, quando gli occhi si sono abituati alla luce, che a loro volta le statuette non sono la vera realtà, che è invece al di fuori della caverna. Ma, abbagliato dalla luce, non può vedere le cose subito: deve prima accontentarsi delle immagini riflesse nell'acqua, finché tutto gli appare più chiaro e può alzare lo sguardo addirittura al sole che tutto illumina. 
Lo schiavo, identificabile con Socrate, non si accontenta di tenere per sé la scoperta fatta, ma rientra nella caverna per portare la verità agli altri schiavi: viene prima deriso da chi non crede a una realtà diversa da quella che conoscono, e infine ucciso. 




Il mito illustra bene il presupposto di fondo di tutta la filosofia di Platone, l'unione tra conoscenza, educazione e politica.
Socrate, quindi, vuole comunicare la sua scoperta a tutti gli uomini per liberarli dalla loro condizione di schiavitù: la caverna buia rappresenta la condizione dell'ignoranza che rende "prigionieri" di false credenze e delle passioni.




Platone e l'Accademia

Il primo più importante allievo di Socrate è stato Platone, uno di più grandi filosofi di tutti i tempi. La sua filosofia affronta molti temi, ma nella sua riflessione è centrale l'ideale della giustizia.
Socrate rinuncia alla carriera politica per le proprie origini aristocratiche e ceca fuori da Atene uno Stato meglio governato o nel quale poter esercitare la propria influenza e realizzare una città ideale, i cui tratti sviluppa nella sua opera più importante, La repubblica.
E' in seguito all'insuccesso del primo viaggio che fonda l'Accademia, una scuola che avrà lunga vita e che sarà chiusa dall'Imperatore Giustiniano molti secoli dopo, nel 529 d.C.


E cosa accade dopo la chiusura dell'importantissima Accademia platonica ????

GIUSTINIANO pone fine a auna scuola che era durata oltre 9 secoli. Chiuso il pensiero filosofico ateniese, vengono anche ritirati da tutte le biblioteche dell'impero i testi di 36 generazioni di filosofi. Più nessuna opera resta in circolazione, conosceremo in tutto il medioevo, solo alcuni passi ma anche questi solo indirettamente tramite Agostino, Boezio, Dionigi Areopagista. Da Agostino vennero accolti solo i temi platonici dell'interiorità della verità, della conoscenza come illuminazione.

La curiosità di questo evento che si verifica a Costantinopoli è degno di attenzione ed è un mistero. Eliminato questo platonismo e tutto ciò che veniva dopo il platonismo fino al neoplatonismo accennato sopra, in Bisanzio e di conseguenza anche in occidente, si potrebbe pensare che l'oscurantismo era calato in entrambi i due imperi.
Eppure non era così! Dopo la scissione dei due imperi, si verifica che la cultura bizantina continua a conoscere le opere di Platone e tutto il pensiero filosofico successivo, mentre in Europa occidentale tale conoscenza viene completamente eliminata, non esiste un solo testo in circolazione (anche se sappiamo oggi dagli antichi elenchi di alcune biblioteche che in quasi tutti i grandi monasteri esistevano opere dei filosofi greci).


La scuola di Atene

Platone e alcuni suoi allievi
dell'Accademia

Platone elabora un progetto educativo allo scopo di preparare il nuovo ceto politico. E per trasformare la realtà politica, occorre una rivoluzione culturale.
Platone, rispetto a Socrate, intende rintracciare verità e valori immutabili da realizzare tra gli uomini.
Per attribuire loro stabilità e universalità, Platone li colloca in un mondo ideale, che chiama iperuranio, che significa oltre il cielo, dove sono presenti gli dei e il bene.



Platone considera i concetti di bene, giusto.. Una sorta di "oggetti speciali". Questi enti sono chiamati idee. La conoscenza delle idee è il punto terminale dell'educazione.
Quindi l'educazione è un percorso di conoscenza nel quale vengono selezionati i governanti e formati i cittadini. 
I filosofi devono andare al governo o diventare consiglieri dei governanti. Filosofia, educazione e politica sono strettamente connesse per realizzare la giustizia. 

Platone identifica tre tipi di cittadini: 
  • i produttori: si occupano del benessere materiale della città come agricoltori, mercanti e artigiani;
  • i guerrieri: custodi nei quali prevale la virtù del coraggio e che garantiscono la difesa della città;
  • i reggitori: custodi "perfetti", nei quali prevale la virtù della saggezza e ai quali è affidata la guida dello Stato.
Lo Stato di Platone è uno stato aristocratico, però per aristocrazia si intende una meritocrazia, perché si basa sui migliori per capacità. La sua effettiva realizzazione è affidata allo Stato. Platone si interessa soprattutto dell'educazione delle classi superiori. 

I custodi seguiranno un'educazione tradizionale.
- Fino ai 18 anni: un'educazione comune per maschi e femmine, che inizia con la musica, la quale insieme alla ginnastica concorre a creare un'armonia psico-fisica. Tali discipline sono coltivate anche per una formazione militare. 
- 18/20 anni: sono gli anni dell'efebato per i maschi (servizio militare)
- 20/30 anni: vengono rafforzati gli studi di matematica
- 30 anni si affronta la dialettica, ossia la filosofia come ricerca della verità e del bene
- 35 anni: i futuri governanti si dedicheranno a un intenso studio della filosofia per quindici anni
- 50 anni: coloro che superano l'ultimo esame, possono dedicarsi alla guida dello Stato. 

Questo severo programma viene poi alleggerito in un'opera successiva, Le leggi, scritta da Platone non in forma di dialogo, che vuole tenere in maggior conto la realtà concreta rispetto all'ideale astratto. Platone tiene conto della affettività dei bambini con attività basate sul gioco: così il bambino comincia a formare la propria personalità.
Queste considerazioni si ricollegano all'importanza che il pensiero di Platone attribuisce all'emotività. L'educazione, secondo il filosofo greco, deve avvenire in un clima di amicizia. 
Quella che oggi chiameremo una buona relazione educativa..
Nel dialogo intitolato Simposio, nel quale si discute dell'amore, Platone fa affermare a Diotima, una sacerdotessa veggente , che "eros (amore) è filosofo, perché aspirando alla bellezza, tende anche alla verità".








sabato 24 febbraio 2018

Socrate: la forza del dialogo

A differenza dei sofisti, Socrate non è un maestro delle arti del discorso, anche se ne fa uso.
Socrate dedica la sua vita alla filosofia: ai suoi allievi non trasmette un insegnamento tecnico, ma morale, per il quale non chiede un compenso.
Socrate insegna ai suoi interlocutori che molte loro convinzioni sono solo opinioni infondate e li induce alla continua ricerca della verità...
Egli stesso è impegnato in questa ricerca, perché l'unica certezza che possiede è quella della propria ignoranza: "io so di non sapere".
La strategia adottata da Socrate è complessa e assume l'aspetto di un vero e proprio metodo.


Socrate ed allievi

 Dialogo socratico:

  1. sequenza di domande ( finge di rinforzare la tesi dell'interlocutore)
  2. ironia (lì si capisce che Socrate non è dalla parte degli allievi)
  3. altre domande (quindi, ci sono 2 livelli)
Questa confutazione apre la strada a un'autentica ricerca della verità. 

Socrate induce chi dialoga con lui a fornire egli stesso una risposta alla domanda iniziale.
Questo aspetto del metodo socratico è chiamato maieutica, un termine che in greco indica l'arte della levatrice. Socrate infatti paragona la propria attività a quella di sua madre, che era una lavatrice (=ostetrica): come la madre aiuta le donne a partorire corpi, così Socrate aiuta le menti a partorire idee. Egli si proclama ignorante, con un atteggiamento che viene definito ironia socratica:
l'ironia sta proprio nel proclamarsi "ignorante" da parte di Socrate e nel considerare l'interlocutore "sapiente", per poi "smascherarlo".
Metodo e scopi distinguono Socrate dai sofisti.
  • A Socrate non interessa la retorica, ma piuttosto la dialettica, come serrato dialogo, guidato dalla ragione.
  • Socrate vorrebbe approdare alla definizione dei concetti di bene e giustizia.
  • Per Socrate la virtù non è insegnabile dall'esterno, ma viene appresa attraverso una ricerca interiore. 


Proprio per questa ricerca interiore, Socrate è considerato lo scopritore dell'anima come coscienza.
I veri valori, per Socrate, non sono i beni esteriori, come ricchezza, fama o bellezza; i valori da coltivare sono quelli dell'anima: la conoscenza. E' in questo modo, che l'essere umano ottiene la libertà e la felicità.

Secondo Socrate infatti tutti gli uomini agiscono in vista della felicità, , compiendo ciò che ritengono essere il bene, ma spesso per ignoranza scelgono il male al posto del bene.
La posizione di Socrate prende il nome di ottimismo etico, ed è stata ritenuta intellettualistica, perché si affida alla ragione e alla conoscenza..
Socrate inaugura la grande stagione filosofica ateniese che proseguirà con Platone (suo allievo) e Aristotele. Ma oltre che il primo dei grandi filosofi greci, Socrate è anche uno dei più grandi educatori. 




Il teatro greco

Nella Grecia classica il teatro è un'arte di eccezionale importanza.
Nella società greca il teatro è solo in parte un momento di svago. E' in effetti una sorta di grande rituale collettivo, durante il quale vengono celebrati i miti importanti per la città, esaltati i valori condivisi, messe sulla scena questioni di attualità.
La loro funzione educativa è ampiamente riconosciuta.








La struttura di base di un teatro greco:





La tragedia greca (struttura)

La tragedia greca è un'opera letteraria di genere poetico destinata alla rappresentazione teatrale. Essa risulta composta da:
Prologo (pro,logoj):anticipa ciò che accade nella tragedia.
Parodo (pa,rodoj):entrata del coro.
Episodi (evpeiso,dia):in genere quattro o cinque, articolati in scene.
Stasimo (sta,simon):canto del coro, che si inseriva tra gli episodi (di solito quattro).
Esodo (e;xodoj):  parte conclusiva della tragedia in cui tutti (attori e coro) escono di scena.




I sofisti e la nascita della paidèia

La città è il luogo di attività dei principali protagonisti della cultura greca del periodo: i sofisti, Socrate e Platone.

Socrate

Platone

Il termine sofista indica i primi insegnanti a pagamento degli aspiranti politici. I sofisti intendono insegnare l'areté politica, cioè la tecnica con cui un uomo politico può sostenere in pubblico le proprie tesi e sconfiggere quelle degli avversari. La nuova virtù consiste nell'abilità dialettica e retorica, cioè nell'arte del linguaggio.
Le tecniche insegnate dai sofisti sono due:
  • la dialettica, serrato dialogo tra due o più interlocutori, nel quale ciascuno cerca di provare la validità delle proprie posizioni confutando quelle dell'avversario;
  • la retorica, che consiste in lunghi discorsi con i quali persuadere..

Si può fare anche una distinzione tra dialettica e dialogo.
- Nella dialettica vince solo una parte buona.
- Nel dialogo prevale ciò che è buono ..




Per poter battere un avversario con le tecniche del confronto verbale, non basta l'abilità , ma occorre anche disporre di un vasto sapere. Perciò, accanto alla retorica e alla dialettica,  i sofisti pongono il possesso di un sapere enciclopedico per il successo politico.
In questo modo vengono gettate le basi della paidèia greca, di un insegnamento il cui obiettivo è la cultura generale.

I maggiori rappresentanti dei sofisti ritengono che non esista alcuna verità assoluta:
- Protagora di Abdera afferma: "L'uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono"; ciò significa che la verità è quella che gli uomini decidono sia tale.




- Gorgia da Lentini afferma a sua volta: "Nulla è; seppure qualcosa è, non è conoscibile; seppure è conoscibile, non è comunicabile"; quindi secondo Gorgia nulle esiste, l'unica cosa che esiste è il linguaggio. Non è molto diverso dal costruttivismo: tutto quello che noi viviamo, viene costruito.




Per queste parole i sofisti sono stati accusati di scetticismo, perché hanno affermato che non è possibile conoscere nulla con certezza, e di nichilismo, perché hanno affermato che nulla esiste.
Hanno sostenuto, però, l'insegnabilità della virtù (cioè di determinate abilità) a tutti e di conseguenza l'importanza dell'istruzione e dell'educazione. 
Hanno posto l'uomo e la città al centro della loro attenzione filosofica, e nella polis sono stati i primi insegnanti di professione che si sono dedicati alla formazione dell'uomo politico.


Atene e l'educazione del cittadino

Ad Atene prevale il principio della Dike, della giustizia: la polis non è fondata sulla forza, ma sulla legge. L'areté ad Atene coincide dunque con una vita condotta secondo giustizia.
Solone, legislatore propone questo ideale anche attraverso i suoi testi poetici: anzi, a Dike, la giustizia, sostituisce Eunomia, la buona legge.
L'areté è intesa come virtù civica: una forza di rispetto e dedizione verso lo Stato e le leggi.
Atene ha esigenze diverse rispetto a quelle militari. Inoltre, oltre a cittadini maschi, donne e bambini, vi erano moltissimi schiavi e stranieri ad Atene. Votavano solo i cittadini maschi, che rappresentavano una piccola parte della popolazione...
Vengono coltivate oltre all'educazione fisica e alla musica, come a Sparta, anche la lettura e la scrittura. La scuola è privata.
Le figure educative della scuola ateniese sono diverse:

  • grammatistes, insegnante di grammatica e letteratura;

  •  kitharistes, maestro di musica;


  • paidotribes, l'istruttore di ginnastica, che nella palestra prepara all'attività sportiva . Lo sport viene praticato nei gymnasia gestiti dallo Stato. 


I ragazzi vengono accompagnati a scuola da uno schiavo, il pedagogo, colui che guida il fanciullo, mentre le ragazze restano in casa, a differenza di quanto avviene a Sparta.
Il ciclo formativo ateniese si articola in diverse fasi:
  1. formazione in famiglia fino ai 7 anni;
  2. dai 7 anni fino ai 14 i maschi vanno a una scuola elementare di quartiere o a una scuola privata;
  3. dopo le elementari alcuni ragazzi seguono corsi di studio superiori per quattro anni; 
  4. al compimento dei diciotto anni di età avviene l'ingresso nella scuola militare, dove si resta fino ai 20 anni. 
La formazione culturale ad Atene ha quindi come obiettivo il buon cittadino.
Sparta: prevale l'addestramento
Atene: si impone l'educazione.


ECCO LE DIFFERENZE TRA SPARTA E ATENE, RIEPILOGHIAMO: