sabato 16 dicembre 2017

Stili cognitivi e di apprendimento



L'apprendimento è in larga misura condizionato dallo stile cognitivo, cioè dalla modalità con la quale prevalentemente un individuo elabora le informazioni. Ognuno ha il proprio stile cognitivo, ma rispetto ad alcuni criteri è possibile individuare delle tipologie generali.

Stile globale/analitico

Una persona che tende a cogliere l'insieme e gli aspetti generali in modo sintetico, basandosi sull'intuito.
Esempio:


Di un quadro, coglierà il soggetto generale, l'effetto complessivo ecc.

Al contrario, la persona dallo stile cognitivo analitico, preferisce cogliere il particolare, i singoli fatti e i dettagli (e quindi di un quadro coglierà alcuni aspetti piuttosto che l'insieme) e procedere con un ragionamento logico e sistematico.


Stile dipendente/indipendente dal campo 

Secondo Herman A. Witkin e altri vi sono due modi per cogliere gli elementi rispetto al contesto (o campo) in cui si collocano.
Una capacità limitata di cogliere gli elementi indica uno stile"dipendente dal campo"; se invece gli elementi sono colti bene e distinti facilmente dal contesto si parla di stile "indipendente dal campo".


Verbale/visuale/cinestetica

Chi ha una preferenza verbale impara meglio leggendo; chi ha una preferenza visiva, invece, guardando figure, diagrammi ecc;





si parla di preferenza cinestetica per chi invece apprende maggiormente facendo le cose, esperienza diretta.


Convergente/divergente

Questa contrapposizione, formulata da Wallach nel 1971, considera il rapporto del soggetto con le con le informazioni ricevute. Una persona dallo stile convergente affronta un problema in modo logico e consequenziale (procedimento logico-sistematico, come in matematica),




anche se poco creativo. Una persona dallo stile divergente, invece, è autonoma e creativa, e sa giungere a soluzioni originali (procedimento contestuale-intuitivo).
Lo stile convergente è caratteristico delle persone riflessive; lo stile divergente, invece, è tipico di chi è impulsivo.
Gli stili cognitivi sono facilmente riconoscibili nella pratica scolastica...


Io, sinceramente, cambio continuamente, non penso di avere un unico stile.



Gli stili apprendimento 



Lo stile cognitivo esercita una profonda influenza sullo stile di apprendimento, cioè il modo preferenziale in cui un individuo elabora l'informazione mentre sta svolgendo un compito: quando leggiamo, risolviamo un esercizio di matematica, cerchiamo di capire come funziona un programma del computer ecc. ciascuno di noi mette in atto i propri stili.
Le varie tipologie di stili si possono raggruppare sulla base di più criteri (funzioni, forme, livelli, scopi, inclinazioni).

In base alle funzioni
-stile legislativo: caratterizzato da decisioni, regole autonome e rifiuto di problemi prestrutturali
-stile esecutivo: proprio di chi applica volentieri regole esistenti
-stile giudiziario: tipico di chi ama valutare regole, procedure e idee esistenti

In base alle forme
-stile monarchico: proprio di persone che si dedicano a un'impresa, non amano aiuti nella risoluzione del problema;
-stile gerarchico: definito da una gerarchia di obiettivi e delle loro priorità nonché da organizzazione e sistematicità nella soluzione dei singoli problemi; 
-stile oligarchico: caratterizzato dalla presenza di più obiettivi, che penalizzano la scelta; spesso deve essere controbilanciato dalla presenza di indicazioni nette;
-stile anarchico: proprio delle persone motivate da più bisogni e obiettivi; l'approccio ai problemi è causale, creativo e innovativo.


In base ai livelli
-stile globale: tipico di chi non ama i dettagli e tende a trascurare i particolari;
-stile locale o analitico: comporta attenzione verso i dettagli, con il rischio di perdere di vista l'insieme.


In base agli scopi
-stile interno: proprio di persone introverse, distaccate dal mondo esterno, e che preferiscono isolarsi;
-stile esterno: proprio di persone estroverse, collaborative.


In base alle inclinazioni
-stile liberale: tipico di chi tende a favorire il cambiamento
-stile conservatore: tipico invece, di chi si conforma alle procedure esistenti




Strategie di apprendimento

Sono componenti essenziali in un programma di studio: collegano le competenze (ciò che si deve imparare a fare) e il processo (il percorso necessario per giungere a quel risultato).
Bisogna prima di tutto tenere presenti alcuni punti:
1 l'apprendimento di strategie riguarda lo studente e deve essere distinto dall'insegnamento di strategie, compito del docente;
2 ciascuno deve scoprire le proprie strategie;
3 le strategie si imparano con attività concrete;
4 le strategie di apprendimento non dipendono dalle caratteristiche del compito ma dalla predisposizione personale, in base al proprio stile di apprendimento;
5 l'uso di strategie per l'apprendimento dovrebbe diventare parte del lavoro in classe e delle interazioni tra allievi 

La ricerca psicopedagogica ha distinto, ad esempio, tra due strategie:
1) strategia olistica, propria di uno stile apprenditivo per comprensione: si affronta il compito con un approccio complessivo, attraverso ipotesi generali e costruendo uno schema generale;
2) strategia seriale, propria di uno stile apprenditivo per operazioni: procedendo passo passo, basandosi su ipotesi circoscritte e affrontando un singolo aspetto alla volta del compito.

Il tipo di insegnamento può favorire alcuni stili e svantaggiarne altri. Spesso infatti, la scuola privilegia lo stile esecutivo-gerarchico, il più funzionale nella conduzione della lezione di fronte a una classe numerosa.







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