domenica 25 febbraio 2018

Platone e l'Accademia

Il primo più importante allievo di Socrate è stato Platone, uno di più grandi filosofi di tutti i tempi. La sua filosofia affronta molti temi, ma nella sua riflessione è centrale l'ideale della giustizia.
Socrate rinuncia alla carriera politica per le proprie origini aristocratiche e ceca fuori da Atene uno Stato meglio governato o nel quale poter esercitare la propria influenza e realizzare una città ideale, i cui tratti sviluppa nella sua opera più importante, La repubblica.
E' in seguito all'insuccesso del primo viaggio che fonda l'Accademia, una scuola che avrà lunga vita e che sarà chiusa dall'Imperatore Giustiniano molti secoli dopo, nel 529 d.C.


E cosa accade dopo la chiusura dell'importantissima Accademia platonica ????

GIUSTINIANO pone fine a auna scuola che era durata oltre 9 secoli. Chiuso il pensiero filosofico ateniese, vengono anche ritirati da tutte le biblioteche dell'impero i testi di 36 generazioni di filosofi. Più nessuna opera resta in circolazione, conosceremo in tutto il medioevo, solo alcuni passi ma anche questi solo indirettamente tramite Agostino, Boezio, Dionigi Areopagista. Da Agostino vennero accolti solo i temi platonici dell'interiorità della verità, della conoscenza come illuminazione.

La curiosità di questo evento che si verifica a Costantinopoli è degno di attenzione ed è un mistero. Eliminato questo platonismo e tutto ciò che veniva dopo il platonismo fino al neoplatonismo accennato sopra, in Bisanzio e di conseguenza anche in occidente, si potrebbe pensare che l'oscurantismo era calato in entrambi i due imperi.
Eppure non era così! Dopo la scissione dei due imperi, si verifica che la cultura bizantina continua a conoscere le opere di Platone e tutto il pensiero filosofico successivo, mentre in Europa occidentale tale conoscenza viene completamente eliminata, non esiste un solo testo in circolazione (anche se sappiamo oggi dagli antichi elenchi di alcune biblioteche che in quasi tutti i grandi monasteri esistevano opere dei filosofi greci).


La scuola di Atene

Platone e alcuni suoi allievi
dell'Accademia

Platone elabora un progetto educativo allo scopo di preparare il nuovo ceto politico. E per trasformare la realtà politica, occorre una rivoluzione culturale.
Platone, rispetto a Socrate, intende rintracciare verità e valori immutabili da realizzare tra gli uomini.
Per attribuire loro stabilità e universalità, Platone li colloca in un mondo ideale, che chiama iperuranio, che significa oltre il cielo, dove sono presenti gli dei e il bene.



Platone considera i concetti di bene, giusto.. Una sorta di "oggetti speciali". Questi enti sono chiamati idee. La conoscenza delle idee è il punto terminale dell'educazione.
Quindi l'educazione è un percorso di conoscenza nel quale vengono selezionati i governanti e formati i cittadini. 
I filosofi devono andare al governo o diventare consiglieri dei governanti. Filosofia, educazione e politica sono strettamente connesse per realizzare la giustizia. 

Platone identifica tre tipi di cittadini: 
  • i produttori: si occupano del benessere materiale della città come agricoltori, mercanti e artigiani;
  • i guerrieri: custodi nei quali prevale la virtù del coraggio e che garantiscono la difesa della città;
  • i reggitori: custodi "perfetti", nei quali prevale la virtù della saggezza e ai quali è affidata la guida dello Stato.
Lo Stato di Platone è uno stato aristocratico, però per aristocrazia si intende una meritocrazia, perché si basa sui migliori per capacità. La sua effettiva realizzazione è affidata allo Stato. Platone si interessa soprattutto dell'educazione delle classi superiori. 

I custodi seguiranno un'educazione tradizionale.
- Fino ai 18 anni: un'educazione comune per maschi e femmine, che inizia con la musica, la quale insieme alla ginnastica concorre a creare un'armonia psico-fisica. Tali discipline sono coltivate anche per una formazione militare
- 18/20 anni: sono gli anni dell'efebato per i maschi (servizio militare)
- 20/30 anni: vengono rafforzati gli studi di matematica
- 30 anni si affronta la dialettica, ossia la filosofia come ricerca della verità e del bene
- 35 anni: i futuri governanti si dedicheranno a un intenso studio della filosofia per quindici anni
- 50 anni: coloro che superano l'ultimo esame, possono dedicarsi alla guida dello Stato. 

Questo severo programma viene poi alleggerito in un'opera successiva, Le leggi, scritta da Platone non in forma di dialogo, che vuole tenere in maggior conto la realtà concreta rispetto all'ideale astratto. Platone tiene conto della affettività dei bambini con attività basate sul gioco: così il bambino comincia a formare la propria personalità.
Queste considerazioni si ricollegano all'importanza che il pensiero di Platone attribuisce all'emotività. L'educazione, secondo il filosofo greco, deve avvenire in un clima di amicizia. 
Quella che oggi chiameremo una buona relazione educativa..
Nel dialogo intitolato Simposio, nel quale si discute dell'amore, Platone fa affermare a Diotima, una sacerdotessa veggente , che "eros (amore) è filosofo, perché aspirando alla bellezza, tende anche alla verità".








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