domenica 27 maggio 2018

La canzone di Orlando




La Chanson de Roland, composta verso la seconda metà dell'XI secolo, è la più famosa oltre che la più antica tra le cosiddette canzoni di gesta della letteratura francese medievale. Il poema riprende
un fatto storico: la spedizione militare effettuata da Carlo Magno contro gli arabi di Spagna nel 778 che si conclude con l'annientamento della retroguardia dell'esercito franco, guidata da Rolando (o Orlando) al passo di Roncisvalle, sui Pirenei, a opera di montanari baschi alleati dei saraceni. Nel brano seguente viene proprio descritto lo sgomento provocato dall'eccidio, a cui segue la volontà di vendetta di Carlo Magno contro gli "infedeli".
Dal testo emergono anche i valori caratteristici della cavalleria.

Non c'è nessuno cavaliere o barone,
che amaramente non piaga di dolore:
piangono i figli, i fratelli, i nipoti,
e i loro amici, e i fedeli signori;
e i più per terra svenuti s'abbandonano.
Il duca Namo si comporta da prode:
primo fra tutti dice all'imperatore:
"Laggiù guardate, due leghe innanzi a noi:
potete scorgere le strade polverose,
tanta è la gente saracina raccolta!
Via, cavalcate! Vendicate il dolore!"
"Dio!" disse Carlo "così lontani sono!
Acconsentite a me giustizia e onore!
 M’hanno strappato della mia Francia il fiore."
 Venir fa il re Geboino ed Ottone,
 e Teobaldo di Remi con Milone:
"Guardate il campo, guardate valli e monti,
lasciate i morti giacere come sono,
che non li tocchi né bestia né leone,
 e non li tocchi scudiero oppur garzone:
io vi comando che nessuno li tocchi,
finché Dio voglia farci fare ritorno".
Quelli rispondono, con dolcezza ed amore:
"Noi lo faremo, sì, giusto imperatore!"
E tengon mille cavalieri dei loro.
L’imperatore fa le trombe suonare,
poi col suo grande esercito cavalca.
Voltato il dorso hanno quelli di Spagna;
e tutti i Franchi dànno insieme la caccia.
 Quando il re vede il vespro declinare,
sull’erba verde smonta in mezzo ad un prato,
si stende per terra e incomincia a pregare
perché il Signore faccia il sole fermarsi,
 tardar la notte e il giorno prolungarsi.
Ed ecco un angelo che suol con lui parlare
questo comando rapido viene a dargli:
 "Carlo, cavalca; la luce non ti manca.
 Dio sa che il fiore hai perduto di Francia:
puoi vendicarti della razza malvagia".
L’imperatore allor monta a cavallo.


Il richiamo di Orlando 


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